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Geloni ai piedi: come curarli?

Geloni ai piedi: come curarli?

11 Gennaio 2018

Se siete stati per lungo tempo all’aperto, esposti alle basse temperature, potreste avvertire un bruciore alle mani o ai piedi.

Controllate il colore e la texture cutanea: se la pelle è lucida, gonfia ed ha un colore rosato o violaceo potrebbe trattarsi di geloni.

I geloni compaiono quando la pelle particolarmente sensibile viene esposta per tante ore al freddo, senza una dovuta protezione, e poi è sottoposta ad un brusco rialzo termico che crea una dilatazione troppo veloce dei vasi sanguigni. La cute si infiamma e si gonfia, a causa dell’edema dei tessuti, la pelle cambia colore, diventa bluastra e si presenta marmorizzata, tirata, più rigida e soggetta a spaccature.

Per prevenire i geloni, la prima regola è quella di indossare capi di abbigliamento che isolino termicamente la pelle. Se le zone delicate del vostro corpo non sono sufficientemente coperte da grasso o tessuto muscolare – come accade ad esempio a donne e bambini – assicuratevi di mantenerle al caldo e di favorire la giusta circolazione.

Se sapete per certo di dover rimanere per molte ore all’aria aperta prevenite la comparsa di geloni con creme che proteggano la cute, che svolgano una funzione di termoregolazione – aumentando il calore nelle zone più critiche e preservandone la dispersione – e che attivino il microcircolo cutaneo per evitare gli episodi di micro congelamento.

Se, invece, i geloni sono ormai una dolorosa realtà, correte ai ripari applicando delle specifiche creme lenitive e cicatrizzanti, in grado di risolvere le ulcere causate dal freddo e di sfiammare il bruciore.

Ottimi, per lenire, sono anche gli impacchi con fiori di calendula e olio di mandorle dolci.

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

Come proteggere la pelle dalle temperature rigide

09 Gennaio 2018

Freddo e gelo sono i principali nemici per la pelle del viso: il restringimento dei vasi sanguigni del volto provocato dalle temperature rigide, infatti, riduce l’ossigenazione dei tessuti, danneggiando la cute.

Ecco perché la pelle esposta a lungo al clima invernale perde tono, vigore e luminosità. Non solo: il freddo provoca anche una riduzione del film idrolipidico che dà elasticità alla cute. Così, nelle zone più fragili del viso, come ai lati della bocca, si possono formare antiestetiche e dolorose lacerazioni cutanee.

Cosa fare, quindi, per proteggere la pelle dal freddo intenso, e farla risplendere anche d’inverno? Ecco alcune soluzioni efficaci:

  • Creme ad alta concentrazione lipidica. Soprattutto in inverno è fondamentale utilizzare prodotti strutturati che siano in grado di nutrire la pelle inaridita dalle basse temperature. Per questo, le creme a base di acido ialuronico, oli vegetali e glicerina sono vivamente consigliate. L’azione emolliente e protettiva, ripara la cute dai danni provocati dal freddo.
  • Camomilla, calendula e olio di rosa mosqueta. Per trattare la pelle del viso al meglio anche d’inverno, il consiglio è utilizzare prodotti idratanti e nutrienti anche per la detersione, meglio se di estrazione naturale. Per una cute luminosa e brillante, quindi, inserite nella vostra beauty routine quotidiana – sia alla sera che al mattino – detergenti a base di camomilla e calendula. Inoltre, se il vostro viso appare disidratato ed irritato a causa del freddo, non dimenticatevi del potere delicato dell’olio di rosa mosqueta, perfetto per ridare vigore a pelli spente ed arrossate.
  • A tutta vitamina. Per proteggere il viso dagli effetti dannosi del freddo, nei prodotti cosmetici – e anche a tavola – date spazio alle vitamine: come la vitamina A, C ed E, preziose alleate contro il gelo e gli inverni rigidi. Ai sieri ad alta concentrazione vitaminica, abbinate un’alimentazione ricca di agrumi e legumi: il vostro volto non dovrà temere più nulla durante la stagione fredda.
Fermenti lattici per ritrovare l´equilibrio gastrointestinale

Fermenti lattici per ritrovare l´equilibrio gastrointestinale

07 Gennaio 2018

I bagordi delle feste natalizie e le grandi abbuffate hanno lasciato il segno a livello gastrointestinale? Niente paura. La soluzione per riequilibrare la flora batterica e tornare a sentirsi leggeri e in forma c’è: stiamo parlando dei fermenti lattici.

Questi microrganismi, che il nostro corpo produce già naturalmente, consentono allo stomaco e all’intestino di funzionare in maniera regolare.

Tuttavia, i fermenti lattici presenti nel nostro organismo – conosciuti anche come probiotici – possono essere messi a dura prova da un’alimentazione non corretta: grassi, fritti, dolci e alcolici – che non mancano sulle tavole imbandite per le festività – sono i principali nemici per il nostro sistema gastrointestinale e sono in grado di ridurre la forza protettiva dei probiotici naturali.

In queste situazioni, per riportare velocemente alla normalità la flora batterica, sono fondamentali aiuti esterni: il consiglio, quindi, è assumere con regolarità i fermenti lattici vivi.

I vantaggi dei fermenti lattici vivi sono molteplici: i microrganismi naturali, infatti, non solo aiutano a rimettersi in forma dalla cattiva alimentazione, ma sono fondamentali anche per prevenire e curare gli effetti collaterali degli antibiotici.

Chi è costretto a prendere medicinali di natura antibiotica è particolarmente esposto agli effetti collaterali di queste cure, particolarmente dannose per l’apparato digerente e spesso causa di patologie come dissenteria e diarrea.

Anche in questo caso, i fermenti lattici vivi diventano alleati preziosi per aiutare la flora batterica a ristabilire l’equilibrio gastrointestinale.

Ricordate: assumere regolarmente i fermenti lattici vivi è buonissima abitudine, fondamentale per dire addio ai fastidi gastrointestinali, rafforzare il sistema immunitario e regalarsi un maggiore benessere generale.
I farmaci scaduti fanno male?

I farmaci scaduti fanno male?

05 Gennaio 2018

Vi è appena scoppiato un fortissimo mal di testa e ricordate che, da qualche parte in fondo al cassetto, dovreste proprio avere una confezione di analgesici.

Eccola trovata!

Ma…è scaduta il mese scorso!

Proprio nel momento del bisogno, trovarsi tra le mani un farmaco che ha superato la data di scadenza può far scattare dei dubbi. Cosa fare? Lo butto o lo prendo lo stesso? Farà davvero male?

La data di scadenza di un farmaco: un limite da rispettare sempre

La data di scadenza indicata sulla confezione di un farmaco indica chiaramente il limite entro cui tale medicinale, se conservato correttamente, può essere assunto in modo efficace e sicuro.

Un periodo da rispettare che, solitamente, è compreso tra i 12 mesi ed i 5 anni, ma che può variare notevolmente in base alla modalità di conservazione.

Ho preso un farmaco scaduto: che rischi corro?

A questa domanda hanno risposto le più importanti istituzioni in campo medico e la posizione è unanime: i farmaci scaduti devono essere smaltiti secondo le apposite modalità e non devono essere ingeriti.

Tuttavia, enti rispettabili come la Food and Drug Administration hanno dichiarato che anche farmaci che hanno oltrepassato la scadenza possono non dare effetti collaterali, sempre se conservati chiusi e mantenuti in buono stato. Cosa si intende per mantenimento in buono stato? Significa riporre i medicinali in un luogo asciutto e fresco, assolutamente al riparo dal sole e non esposti a fonti di calore.

Insomma: i farmaci scaduti non vanno presi, per non penalizzare la sicurezza del paziente e l’efficacia del medicinale, ma i rischi per la salute possono non essere sempre gravi.

In caso abbiate assunto un farmaco che ha oltrepassato la validità, consultate subito il medico o chiedete consiglio al farmacista.

Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

Aria inquinata: ecco perché fa male e come proteggersi

03 Gennaio 2018

Qualche giorno fa sono stati resi noti i risultati di uno studio statunitense sull’inquinamento dell’aria. Evidenze davvero preoccupanti, quelle appena pubblicate su JAMA – una delle più importanti riviste scientifiche al mondo – che dimostrano come le polveri sottili siano estremamente nocive per l’uomo anche se inalate durante brevi esposizioni.

Ma non è tutto: non sono solo i picchi di ozono a preoccupare gli esperti. Lo studio, infatti, ha evidenziato che le patologie collegate alla qualità dell’aria respirata – come asma, disturbi a carico del sistemo respiratorio e cardiovascolare e malattie della pelle – aumentano anche quando le concentrazioni inquinanti non arrivano a toccare le soglie critiche.

I ricercatori, quindi, auspicano che nel breve termine queste soglie di allerta vengano riviste al ribasso.

Una situazione, quella evidenziata dalla ricerca americana, molto attuale anche in Italia. Soprattutto chi vive in città, infatti, respira quotidianamente aria inquinata, con elevate concentrazioni di polveri sottili.

Cosa fare, quindi, per proteggersi dagli agenti atmosferici dannosi? Chiaramente, la soluzione migliore è limitare al massimo l’esposizione all’aria inquinata.

Tuttavia, chi non può fare a meno di stare all’aria aperta può ricorrere alla somministrazione di integratori antiossidanti: alcuni studi, infatti, hanno dimostrato che questi prodotti possono limitare gli effetti nocivi di ozono e polveri sottili.

Inoltre, soprattutto nelle categorie a rischio come gli anziani, i bambini ed i soggetti con patologie polmonari, il consiglio è dotarsi di mascherine protettive – comodamente acquistabili in farmacia – in grado di filtrare l’aria respirata e capaci di ridurre notevolmente l’immissione di polveri sottili nei polmoni, pur consentendo una normale respirazione.

Infine, non dimenticate di curare la pelle sottoposta all’aggressione dello smog: le parole d’ordine sono detersione approfondita – mattino e sera – e nutrimento ricco, per creare una barriera lipidica in grado di proteggere la pelle dall’inquinamento.

3 soluzioni per smettere di russare

3 soluzioni per smettere di russare

01 Gennaio 2018

Avete trascorso l’ennesima notte insonne accanto al partner che ha russato senza sosta?

Dite addio al cattivo riposo e decidetevi a risolvere il problema della roncopatia – il termine scientifico che indica il russare – una volta per tutte!

Ecco 3 semplici soluzioni per smettere di russare e dormire, finalmente, sonni tranquilli.

  1. Cambiare posizione

Il russamento è causato da un’ostruzione delle vie respiratorie durante il sonno. Il naso e la gola si chiudono parzialmente e i tessuti vibrano, emettendo dei suoni che possono essere anche molto forti e fastidiosi.

Per favorire l’apertura delle vie respiratorie, iniziate con qualche piccolo accorgimento, come cambiare posizione – dormendo sul fianco – e sollevare un po’ il cuscino per alzare il capo rispetto al resto del corpo.

  1. Lubrificare la gola

Se il problema del russare è causato da un rilassamento dei tessuti molli della gola, che vibrano forte durante la notte, provate ad utilizzare degli appositi spray. Questi prodotti, disponibili in farmacia, sono pensati per lubrificare i tessuti e ridurre, quindi, le vibrazioni rumorose.

  1. Dilatare le narici

Se la causa che provoca il russamento è l’occlusione delle narici, provate ad agire in modo meccanico per aprire meglio le vie aeree. Come? Con dilatatori nasali e cerotti che riducono la resistenza incontrata dall’aria che entra nelle narici. Il vantaggio in più? Molti di questi prodotti sono arricchiti anche da olii essenziali e svolgono una preziosa azione balsamica.

Se volete davvero smettere di russare, chiedete consiglio al farmacista per individuare la soluzione più adatta a risolvere il problema in modo rapido ed efficace.
Follicolite da depilazione: come risolverla?

Follicolite da depilazione: come risolverla?

31 Dicembre 2017

Il bello della ceretta? Rimuovere in pochi istanti i tanto odiati peli superflui.

Il brutto della ceretta? Il rischio della follicolite: si tratta dell’infiammazione dei bulbi piliferi sollecitati a fondo da uno strappo troppo vigoroso, infiammati dal pelo che cresce male sottopelle o infetti a causa dell’azione di batteri che attaccano la pelle già irritata.

Come si manifesta la follicolite da depilazione? Con uno o più bulbi piliferi ingrossati, infetti e doloranti e con la comparsa di piccole pustole e bollicine rosse sulla pelle.

Addio alla ceretta, quindi?

Niente affatto: prevenire la follicolite da depilazione e curarla è possibile, grazie ai giusti prodotti in vendita in farmacia.

Prevenire la follicolite da ceretta: basta uno scrub

Per evitare l’insorgere di infiammazioni cutanee, qualche giorno prima di sottoporvi ad una ceretta eseguite un’esfoliazione delicata delle zone da trattare per rimuovere ogni possibile ostruzioni ai pori.

Basta uno scrub leggero, infatti, per liberare i pori da impurità e ostacoli e permettere al pelo estirpato di ricrescere dritto e sano.

Curare la follicolite: ecco i rimedi farmaceutici

Se dopo la ceretta avete notato la comparsa di bollicine rosse e piccole pustole, potrebbe trattarsi di follicolite da depilazione.

Il primo passo è quello di disinfettare la zona con detergenti antisettici e antibatterici (come quelli a base di tea tree oil), per poi applicare una crema lenitiva e idratante a base di lanolina e ossido di zinco.

Se la follicolite è acuta o ricorrente, chiedete consiglio al medico e, nel frattempo, evitate di sottoporre ad una nuova ceretta la zona infiammata, preferendo metodi più superficiali come la lametta.

Influenza in arrivo? Previenila con i probiotici

Influenza in arrivo? Previenila con i probiotici

29 Dicembre 2017

Se l’idea di prendere l’influenza ti fa venire i brividi, ma di paura e non di freddo, quest’anno gioca d’anticipo: evita il contagio e previeni i malanni stagionali prendendoti cura sin da ora del tuo stato di salute.

Per contrastare efficacemente i virus che durante la stagione autunnale ed invernale diventano più aggressivi, è importante stimolare la produzione di anticorpi e migliorare il sistema immunitario.

Come? Sfruttando la preziosa azione dei probiotici e dei prebiotici.

Ecco qualche consiglio.

  1. Via libera ai fermenti lattici

I fermenti lattici probiotici sono microrganismi attivi, importanti alleati del sistema immunitario. Il loro ruolo? I batteri benefici tengono sotto controllo la crescita di microrganismi nocivi all’interno dell’intestino e contrastano la vita degli agenti patogeni.

Per questo motivo, fermenti lattici efficaci come il Lactobacillus Acidophilus o il Bifidobacterium Lactis arrivano vivi nell’intestino e favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale, da cui ha origine il 70% delle difese immunitarie.

  1. Integra i prebiotici

Per aiutare l’efficacia dei probiotici, aggiungi alla dieta anche delle sostanze chiamate prebiotiche, che hanno il ruolo di nutrire i microrganismi buoni nell’intestino. I prebiotici, come l’inulina o lo psyllium, sono sostanze di origine alimentare che sostengono la flora batterica intestinale e sono comodamente disponibili in farmacia, spesso direttamente integrati ai probiotici per un potente effetto sinergico.

  1. Sostieni l’organismo con i complessi vitaminici

In caso di carenze specifiche, soprattutto in vista dell’inverno, aiuta il tuo organismo con speciali integratori vitaminici pensati per darti forza proprio dove ne ha più bisogno.

Complessi vitaminici, prebiotici e fermenti lattici probiotici non hanno effetti collaterali e possono essere assunti anche per lunghi periodi.

È per questo che, in vista dell’arrivo dell’inverno e dell’ondata di influenza, è bene iniziare a rafforzare l’organismo dall’interno, preparando il corpo a contrastare la sopravvivenza dei batteri nocivi e dei virus.

Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

Vaccinarsi contro la polmonite? Pensaci se hai più di 65 anni

27 Dicembre 2017

Ogni anno un milione di persone nel mondo muoiono a causa della polmonite: una patologia che, solo in Italia, rappresenta la causa di decesso per 9.000 pazienti.

Solo per avere un metro di paragone, la polmonite provoca il triplo delle vittime degli incidenti stradali e uccide 33 volte in più dell’influenza, colpendo, nel 96% dei casi, pazienti di età superiore ai 65 anni.

Si può prevenire la polmonite? Sì, con l’apposito vaccino: ecco dove trovarlo, a chi è consigliato e chi è esente dal pagamento.

Il vaccino contro la polmonite è in farmacia

In farmacia è disponibile il vaccino contro la polmonite – anti pneumococco - ed è acquistabile gratuitamente dai pazienti che hanno superato i 65 anni.

È proprio questa fascia di persone, più fragili e con un sistema immunitario più debole, ad essere maggiormente esposta al rischio di contrarre la polmonite, sia come conseguenza dell’influenza che come patologia a sé.

In aggiunta, il Sistema Sanitario Nazionale consiglia la vaccinazione anti pneumococco – e la offre gratuitamente – ai pazienti con patologie croniche a livello polmonare, cardiovascolare o diabetico.

La stagione in cui i rischi sono maggiori? Anche se la polmonite colpisce tutto l’anno, il picco di contagi si concentra nei mesi invernali: complice l’arrivo dei virus influenzali, che per il 2018 si preannunciano aggressivi, e il calo delle temperature con conseguenti malattie a carico del sistema respiratorio, è tempo di riflettere su come mettersi al riparo dalle malattie di stagione.

Per difendersi dalla polmonite basta un’unica vaccinazione: somministrando il vaccino coniugato si può preparare l’organismo ed il sistema immunitario a difendersi dall’aggressione virale, per tutta la vita.

Per maggiori informazioni chiedi consiglio al tuo farmacista o al medico di fiducia.

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