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Cerotti kinesio taping: cosa sono e a cosa servono?

Cerotti kinesio taping: cosa sono e a cosa servono?

12 Aprile 2018

Vi sarà certamente capitato di vederli: colorati, elastici e amatissimi dagli sportivi, i cerotti kinesio taping stanno spopolando.

Quanti di voi, però, sanno cosa sono quegli strani tessuti sottili che si applicano sui muscoli? Scommettiamo pochissimi: e allora facciamo un po’ di chiarezza.

Che cosa sono i cerotti kinesio taping

Sono semplici cerotti elastici e non medicati, realizzati in tela di cotone traspirante e adesiva. Si applicano sulla pelle seguendo la lunghezza dei tendini e dei muscoli proprio per tutelarne il movimento e per proteggerne la contrazione e l’estensione.

Perché hanno diversi colori?

Spesso il colore del nastro elastico è un semplice vezzo estetico dello sportivo.

Tuttavia, in alcuni casi i colori dei tessuti kinesio taping possono indicare quanto sono resistenti e quanto sono elastici. In altri casi, poi, ai colori dei cerotti elastici è riconosciuta una particolare virtù di cromoterapia.

A cosa servono i cerotti kinesione taping?

Le due principali funzioni dei cerotti kinesio taping sono quella stabilizzante e quella drenante: la prima è utile per contenere la zona infiammata e stabilizzare le articolazioni durante lo sforzo e il movimento, la seconda per trattare edemi, ematomi e contusioni.

In quali casi non vanno applicati?

I cerotti kinesio taping non hanno particolari controindicazioni. Per aumentarne l’efficacia, però, abbiate cura di non applicarli sulla pelle lesionata, poiché il prodotto non è sterile, sui peli e sulla cute trattata con prodotti oleosi, per non comprometterne l’aderenza e quindi la funzionalità. Ricordate, infine, che questi cerotti vanno applicati da personale medico specializzato, per seguire le linee dei muscoli e dare reale sollievo.

Vitamina B3: l’arma vincente contro l’invecchiamento

Vitamina B3: l’arma vincente contro l’invecchiamento

10 Aprile 2018

Diciamoci la verità: siamo tutti alle prese con una costante lotta contro il tempo.

Cerchiamo di rallentare l’invecchiamento, di contrastare la formazione di radicali liberi, di rimanere giovani e sani il più a lungo possibile.

Per riuscirci, ogni giorno mettiamo in campo diverse strategie: una dieta equilibrata e povera di grassi saturi, un po’ di movimento sotto controllo medico, un supporto specifico dalle vitamine.

Tra queste, preparatevi ad una novità: una ricerca condotta dall’Università del Colorado ha dimostrato che la vitamina B3 – nicotinamide riboside – è uno degli ingredienti naturali più potenti per frenare il processo di degenerazione cellulare e per vivere più a lungo.

Quali sono i benefici di un’assunzione costante di vitamina B3?

Eccone alcuni:

  • La vitamina B3 garantisce una migliore pressione sanguigna, preziosa per tutti e in particolare per i pazienti che soffrono naturalmente di ipertensione;
  • Grazie alla vitamina B3 l’efficacia dell’attività fisica è potenziata e i risultati si mantengono più a lungo;
  • Gli studi dimostrano che la vitamina B3 è una potente alleata del benessere del nostro cervello;
  • Assumere nicotinamide riboside aiuta a ridurre concretamente il colesterolo e a contenere i trigliceridi alti, contrastando i rischi legati ad un’alimentazione ricca di grassi.

Dove si può trovare la vitamina B3?

Per fare il pieno di nicotinamide riboside portate in tavola salmone, tonno, acciughe, legumi e tanta verdura a foglia verde.

Tuttavia, per essere sicuri di assumerne ogni giorno una quantità rilevante, utile per contrastare efficacemente l’invecchiamento, è consigliabile prendere integratori specifici ricchi di questo ingrediente.

Chiedete consiglio al farmacista di fiducia: saprà indicarvi il prodotto giusto per le vostre esigenze.

Celiachia: i 3 sintomi da non sottovalutare

Celiachia: i 3 sintomi da non sottovalutare

03 Aprile 2018

Secondo il Ministero della Salute la celiachia è in aumento: si parla di oltre 15 mila nuovi casi diagnosticati ogni anno, per un totale di quasi 200.000 italiani affetti da questa patologia.

E tanto altro, sempre secondo le indagini ministeriali, è ancora sommerso: sarebbero quasi mezzo milione, infatti, i connazionali che, inconsapevolmente, sono intolleranti al glutine e non lo sanno.

Ma quali sono i campanelli d’allarme che possono farci sospettare la presenza di celiachia?

Eccone 3 da non sottovalutare.

  1. Attenzione al gonfiore addominale

Il primo sintomo di questa patologia è proprio il ventre gonfio e dolorante: il glutine introdotto all’interno dell’organismo di un celiaco è tossico e danneggia i rivestimenti dell’intestino. Se compaiono sempre più frequenti anche i casi di diarrea, poi, il rischio di celiachia potrebbe essere concreto.

  1. Siete dimagriti?

Il calo di peso potrebbe essere un segnale di celiachia: la reazione avversa dell’organismo al glutine, infatti, impedisce al corpo di assorbire molti dei principali nutrienti provenienti dal cibo, causando dimagrimento e iponutrizione.

  1. Sempre stanchi?

Se vi sentite spesso spossati e senza energia, potrebbe trattarsi di intolleranza al glutine: la debolezza costante, infatti, è un sintomo da non sottovalutare. Colpa dell’infiammazione continua, dello scarso nutrimento e della fatica dell’intero organismo, provato dallo stress psicofisico della condizione allergica permanente.

Se hai dubbi o vuoi saperne di più, parlane con il tuo medico e monitora attivamente il tuo stato di salute: in farmacia trovi dei comodi test di autodiagnosi per verificare, in modo semplice e veloce, se sei intollerante al glutine.

Acqua alcalina: perché fa bene alla salute

Acqua alcalina: perché fa bene alla salute

27 Marzo 2018

Vi sognereste mai di lavare qualsiasi oggetto o indumento con un liquido che non sia l’acqua?

Probabilmente no: l’acqua, infatti, è il solvente universale più potente e trasversale che c’è, ideale per purificare ed eliminare scorie e “sporco” da ogni superficie o materiale.

Una funzione che coinvolge anche il corpo: l’acqua che beviamo, infatti, oltre a produrre energia idroelettrica, favorisce l’eliminazione dei rifiuti e delle tossine accumulate dall’organismo.

Per questo è fondamentale che l’acqua sia quanto più pura e dinamica possibile.

La migliore? Quella alcalina, ovvero con un pH piuttosto elevato.

Un’acqua che consente anche di combattere i radicali liberi e di rallentare il naturale processo d’invecchiamento: un processo che inizia quando i bicarbonati nel sangue iniziano a calare ed il corpo, di conseguenza, fatica a neutralizzare gli acidi che rischiano di accumularsi come colesterolo, grasso o calcoli renali.

Dove trovare acqua potabile alcalina?

L’acqua potabile alcalina esiste in natura: la si trova direttamente alle sorgenti di montagna, dove sgorga libera e purissima.

Ma si può anche ricreare “artificialmente” in modo semplice ed economico.

Come?

Con un concentrato alcalinizzante, acquistabile in farmacia, che consente di elevare il pH dell’acqua potabile, portandolo al livello desiderato. Bastano poche gocce (solitamente 3 gocce per bicchiere d’acqua, ma questa dose può variare da prodotto a prodotto) per generare acqua alcalina con zinco e aiutare il corpo ad assimilare meglio i bicarbonati.

L’acqua alcalina, quindi, supporta il ringiovanimento cellulare, favorisce l’idratazione e aiuta l’eliminazione delle scorie.

Per saperne di più chiedi al tuo medico o al tuo farmacista: sapranno spiegarti nel dettaglio le regole alla base di questo fenomeno e consigliarti la migliore strada per il benessere.

L’herpes t’imbarazza? Ecco come coprirlo!

L’herpes t’imbarazza? Ecco come coprirlo!

20 Marzo 2018

È un periodo di forte stress in ufficio e, come di consueto, sulle labbra è spuntato l’herpes?

Per non sentirsi esteticamente a disagio ed aggiungere dell’imbarazzo al fastidio fisico, perché non camuffarlo?

Coprire un herpes si può: basta farlo con i prodotti giusti, sicuri ed altamente tollerabili.

Ecco come camuffare un herpes e ritrovare il sorriso!

Coprire un herpes con i prodotti giusti

Diciamoci la verità: un herpes sulle labbra non è bello da vedere.

Le bollicine e le lesioni che incorniciano il sorriso, possono mettere a dura prova l’autostima personale.

Per mitigare l’imbarazzo ed essere sempre impeccabili, ecco qualche consiglio:

  • Utilizzate prodotti lenitivi e naturalmente antinfiammatori, come il burro di karité o una crema contenente olio essenziali di camomilla. Applicando queste lozioni sull’herpes, sempre in piccole quantità, sentirete la pelle subito più morbida e meno secca.
  • Tamponate, poi, la zona colpita dall’herpes con un batuffolo di cotone per rimuovere l’eccesso di prodotto e utilizzate un correttore in crema: preferite una texture fluida e dalla formulazione completamente anallergica e ad alta tollerabilità. Picchiettando con le dita riuscirete a coprire perfettamente le lesioni. Importantissimo: ricordate di lavare bene le mani, per evitare di trascinare il virus a contatto con altre parti del corpo.
  • Stendete un lucidalabbra color nudo, per levigare le labbra senza metterle troppo in risalto. In caso di herpes niente rossetti accesi: potreste attirare ancora di più l’attenzione su una zona che, invece, per il momento è da nascondere.

Quali prodotti scegliere? Rivolgetevi al farmacista di fiducia che saprà indicarvi i migliori alleati per un make up efficace, ma dalla formulazione delicata e sicura, per non rischiare di peggiorare la situazione.

Catarro: perché cambia colore?

Catarro: perché cambia colore?

13 Marzo 2018

Le scorse settimane ci hanno regalato un freddo record e, in attesa della primavera, si sono impennate le patologie a carico del sistema respiratorio.

Tosse, raffreddore e mal di gola sono i malanni di stagione che, purtroppo, vanno ancora per la maggiore.

Nei casi più acuti, è possibile osservare del muco: una secrezione solitamente originata dal corpo in risposta ad un’infiammazione, se è liquida, o ad un’infezione delle vie respiratorie, se è vischiosa.

Il catarro, molto diffuso unitamente a mal di gola e raffreddore, può avere colori e consistenze diverse.

Conoscete le differenze?

Ecco una veloce guida per identificare il catarro e risalire alle cause.

I colori del catarro cosa significano?

Non tutte le secrezioni sono uguali né hanno la stessa origine. Scopriamo insieme perché il catarro ha diverse colorazioni e consistenze.

  • Il catarro bianco: indica una normale secrezione, spesso innocua, e piuttosto semplice da espellere.
  • Il catarro giallo: è spesso più denso di quello chiaro e riflette la presenza di un’infezione batterica. Il motivo del suo colore? La presenza di enzimi ferrosi contenuti dai globuli bianchi che combattono i batteri. La risposta del sistema immunitario, quindi, cambia la tonalità delle secrezioni.
  • Il catarro verde: di frequente ha anche un odore sgradevole e può rivelare un’infezione cronica.
  • Il catarro marrone: potrebbe indicare che all’interno delle secrezioni ci sono cellule di sangue. Spesso si tratta della rottura di vasi sanguigni, magari durante lo sforzo della tosse o degli starnuti, ma è sempre meglio non trascurare questo segnale e rivolgersi subito ad uno specialista.

In tutti i casi, non cadete nell’errore dell’autodiagnosi e consultate subito il medico: con il suo aiuto potrete risolvere in modo più sicuro, efficace e veloce l’accumulo di catarro.

I benefici dell’aloe

I benefici dell’aloe

17 Febbraio 2018

Le sue foglie carnose custodiscono un potente gel dalle straordinarie proprietà curative, grazie alle oltre 200 componenti attive presenti: stiamo parlando dell’aloe, una pianta preziosissima per la salute del nostro corpo.

Non a caso la sua azione curativa è un toccasana per l’organismo, che può godere di numerosi benefici.

Eccone alcuni:

  • Depurante naturale. L'aloe è un potente disintossicante: gli enzimi in esso contenuti, infatti, sono in grado di ripulire a fondo il tessuto intestinale. E non è tutto: i saccaridi, di cui l’aloe è ricco, rimangono attaccati alle pareti dell'intestino, formando un film naturale che previene l’assorbimento di tossine.
  • Lassativo naturale. L'aloe è un prezioso alleato della flora batterica. L’aloina ricavata dalla pianta, infatti, aiuta l’apparato digerente a tonificarsi, supportando i muscoli e stimolando l’evacuazione intestinali. Per questo motivo l’aloe è fortemente consigliato per combattere in modo naturale crampi e stitichezza.
  • Antitumorale naturale. L’acemannano – uno zucchero presente in grandi quantità nell’aloe – ha mostrato le sue proprietà antivirali, antinfiammatorie e antitumorali. Stimolando la produzione di macrofagi, in grado di contrastare le cellule tumorali, l’aloe è un valido supporto alle cure mediche tradizionali.
  • Lenitivo naturale. L'aloe è un alleato prezioso per curare rapidamente, e con sollievo immediato, le bruciature e le scottature. Non a caso, è consigliato per lenire in modo efficace le ustioni solari.
  • Integratore alimentare naturale. Calcio, ferro, magnesio, potassio, e ancora vitamine A, B, C, D ed E: sono solo alcune delle proprietà nutritive essenziali per la nostra alimentazione. Ecco perché l’aloe è da considerarsi come un componente fondamentale per una dieta equilibrata e corretta.

Tanti benefici, un unico prodotto: l’aloe è utilissimo per la cura del nostro corpo. Da assumere per via orale, in farmacia è presente in capsule o in succo.

Ma non è tutto: in crema, l’aloe è perfetto per curare la pelle. La sua azione idratante ed emolliente, infatti, lo rende un super alleato della bellezza.

E per chi desidera una chioma forte e lucida, può provare shampoo e balsamo a base di aloe, l’ideale per proteggere il cuoio capelluto e prevenire forfora e calvizie.
Arriva in Italia un nuovo farmaco contro il tumore al seno

Arriva in Italia un nuovo farmaco contro il tumore al seno

15 Febbraio 2018

L'Agenzia Italiana del Farmaco ha dato l’ok alla commercializzazione nel nostro Paese di un’innovazione terapeutica per curare gran parte dei casi di carcinoma mammario. Stiamo parlando del palbociclib, il primo farmaco della sua classe ad ottenere l’approvazione alla rimborsabilità, studiato per trattare il tumore al seno positivo ai recettori ormonali (HR) e negativo al recettore del fattore di crescita epidermico umano 2 (HER2).

Una svolta nella cura di una forma avanzata o metastatica della malattia che in Italia, ad oggi, si stima stia colpendo circa 30 mila donne.

Una patologia, che per la sua natura, è caratterizzata anche da un elevato tasso di diffusione, a partire dal seno, in altre zone del corpo: dalle ossa, ai polmoni, fino al cervello. Il tumore metastatico, infatti, colpisce i vasi sanguigni e linfatici, andando a raggiungere altri organi e tessuti, delocalizzando la malattia e sviluppando così nuovi focolai tumorali.

Con le cure attualmente a disposizione, stando ai dati odierni, raggiungere la guarigione è più difficile rispetto a quanto accade con altre forme tumorali non metastatiche. Ma ora, grazie a farmaci innovativi come il palbociclib, l’obiettivo è rendere il tumore metastatico al seno una malattia “in controllo”, con la quale le donne possono convivere a lungo, con una buona qualità della vita.

I risultati dei test pre-approvativi sembrano essere incoraggianti: gli studi eseguiti prima di dare il via libera alla commercializzazione del farmaco, infatti, hanno dimostrato che il palbociclib, somministrato in combinazione con una terapia endocrina, prolunga la vita delle pazienti, riducendo in modo significativo l’avanzare della malattia.
Emicrania: arriva un nuovo farmaco iniettivo preventivo

Emicrania: arriva un nuovo farmaco iniettivo preventivo

13 Febbraio 2018

Emicrania, una parola che mette i brividi. Soprattutto a chi ne soffre: l’emicrania sporadica o cronica, infatti, è una patologia davvero invalidante nella quotidianità.

Una malattia privativa, molto diffusa nel mondo: basti pensare che le stime parlano di oltre un miliardo di persone che ne soffrono. Un dato che colloca l’emicrania al terzo posto come diffusione della patologia e al sesto posto tra le malattie più invalidanti.

E non è tutto: al momento, infatti, in commercio esistono numerose soluzioni curative, ma pochissimi farmaci pensati per prevenirla e combatterla in anticipo.

Oggi, però, la rivoluzione nel trattamento dell’emicrania sembra essere vicina: l’agenzia europea per i medicinali (EMA) ha accettato la domanda di autorizzazione all’immissione in commercio per il fremanezumab, un anticorpo in grado di prevenire l’emicrania.

Un farmaco semplice da utilizzare, il fremanezumab può essere somministrato per via iniettiva – a cadenza trimestrale o mensile – anche direttamente dal paziente che soffre della patologia.

Una vera svolta, quella che si prospetta grazie al fremanezumab: considerata la limitata disponibilità di opzioni terapeutiche preventive mirate verso i meccanismi biologici alla base dell’emicrania e tenendo conto del numero di persone che ne soffrono nel mondo, questo farmaco potrebbe diventare un alleato per il benessere per migliaia di individui.

I risultati del programma di sviluppo clinico del fremanezumab parlano chiaro: gli oltre 2 mila pazienti con emicrania episodica e cronica che sono stati sottoposti ai test di somministrazione del farmaco innovativo hanno ottenuto ottimi risultati.

Non solo: le controindicazioni più critiche riscontrare sono state l’indurimento o il leggero dolore nel punto di iniezione, il che conferma che il fremanezumab può essere utilizzato senza particolari effetti collaterali sulla quotidianità dei soggetti che ne faranno uso.

Chiedete supporto al vostro farmacista di fiducia: vi saprà consigliare al meglio nella battaglia contro l’emicrania.

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